Il BPA vietato nelle lattine è una delle novità più rilevanti in materia di sicurezza alimentare introdotte dall’Unione Europea negli ultimi anni.
Con il Regolamento UE 2024/3190, entrato ufficialmente in vigore nel gennaio 2025, il Bisfenolo A è stato bandito da tutti i materiali destinati a entrare in contatto con gli alimenti, inclusi i rivestimenti interni delle lattine metalliche.
Si tratta di una decisione che nasce da una revisione scientifica approfondita e che segna un cambio di passo nella gestione degli interferenti endocrini negli imballaggi alimentari.
La misura non comporta però la scomparsa immediata di tutti i prodotti contenenti BPA dagli scaffali.
Il regolamento prevede infatti periodi di transizione differenziati, necessari per consentire all’industria di adeguare impianti, materiali e processi produttivi senza provocare interruzioni nella catena di approvvigionamento.
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Cos’è il Bisfenolo A e perché preoccupa
Il Bisfenolo A è una sostanza chimica impiegata da decenni nella produzione di plastiche policarbonate e resine epossidiche.
Nelle lattine alimentari viene utilizzato come rivestimento interno per evitare il contatto diretto tra metallo e alimento, proteggendo il contenuto da contaminazioni e corrosioni. Il punto critico riguarda la capacità della molecola di migrare dal rivestimento all’alimento, soprattutto in presenza di cibi acidi, grassi o sottoposti a trattamenti termici.
Numerosi studi scientifici hanno classificato il BPA come interferente endocrino, cioè una sostanza capace di alterare il sistema ormonale umano.
Le evidenze disponibili lo hanno associato a possibili effetti su fertilità, metabolismo, sistema immunitario e sviluppo neurologico nei bambini.
In seguito a queste valutazioni, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha ridotto drasticamente la dose giornaliera tollerabile, ritenendo che anche esposizioni molto basse possano avere conseguenze biologiche.
Le scadenze per l’adeguamento industriale
Il BPA vietato nelle lattine segue un calendario preciso. Per le lattine destinate alle bevande, il termine ultimo per l’immissione sul mercato di prodotti conformi è fissato a luglio 2026.
Per alimenti più complessi, come conserve di pomodoro, tonno o altri prodotti acidi e grassi, il periodo di adeguamento si estende fino a gennaio 2028, poiché la sostituzione dei rivestimenti richiede test di stabilità e sicurezza più lunghi.
I prodotti già fabbricati prima delle scadenze possono essere commercializzati fino a esaurimento delle scorte. Di conseguenza, la presenza di lattine con BPA potrebbe protrarsi ancora per alcuni anni, pur in un quadro normativo ormai definito.
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BPA vietato nelle lattine: quali sono le alternative?
La sostituzione del BPA ha portato all’introduzione di altre sostanze appartenenti alla stessa famiglia chimica, come il Bisfenolo S. Anche queste molecole sono oggetto di analisi da parte delle autorità europee, poiché alcuni studi suggeriscono profili tossicologici simili.
L’Agenzia europea per le sostanze chimiche sta valutando possibili restrizioni più ampie sull’intera categoria dei bisfenoli.
Il BPA vietato nelle lattine rappresenta dunque un passaggio significativo nella tutela della salute pubblica, ma il percorso regolatorio sugli interferenti endocrini negli imballaggi alimentari è ancora in evoluzione.
Fonte: Regolamento Europeo


