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Vietare la carne di cavallo in Italia: cosa prevede la proposta di legge

Proposta di legge per vietare la carne di cavallo in Italia: cosa prevede il testo, quali sono le sanzioni e quali implicazioni economiche e culturali potrebbe avere.

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Si torna a parlare di vietare la carne di cavallo in Italia, e il dibattito si riaccende tra politica, cultura gastronomica e sensibilità etica.

In Parlamento è stata presentata una proposta di legge che punta a vietare la macellazione degli equidi e a riconoscere al cavallo lo status di animale d’affezione, impedendone di fatto l’utilizzo alimentare.

Una scelta che se approvata, segnerebbe un cambiamento significativo non solo normativo ma anche simbolico.

La carne di cavallo, pur non essendo tra le più consumate, fa parte della tradizione culinaria di diverse regioni italiane. Ed è proprio qui che il tema diventa più complesso.

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Chi ha proposto la legge per vietare la carne di cavallo

La proposta di legge che punta a vietare la macellazione dei cavalli è stata presentata nelle scorse settimane da esponenti di diversi schieramenti politici, configurandosi come un’iniziativa trasversale.

Tra le prime firmatarie figurano Susanna Cherchi del Movimento 5 Stelle e Luana Zanella di Alleanza Verdi e Sinistra. Un testo analogo è stato depositato anche da Michela Vittoria Brambilla, da anni impegnata su temi legati alla tutela animale.

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L’obiettivo dichiarato è riconoscere agli equidi, cavalli, asini, muli e bardotti, lo status di animali d’affezione, escludendoli definitivamente dalla filiera alimentare.

Il provvedimento prevede il divieto di allevamento e macellazione a fini produttivi, oltre a sanzioni per chi immette sul mercato carne equina. I testi sono stati assegnati alle commissioni competenti per l’avvio dell’iter parlamentare.

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Cosa prevede il divieto e cosa cambierebbe davvero

Il cuore della proposta è chiaro: vietare la macellazione degli equidi sul territorio nazionale e impedire che la carne di cavallo venga immessa sul mercato alimentare.

vietare la carne di cavallo in italia
Vietare la carne di cavallo in Italia – Foto di Paul Henri Degrande da Pixabay

Questo significherebbe bloccare non solo l’allevamento finalizzato alla produzione di carne, ma anche l’importazione e la commercializzazione di prodotti derivati da cavalli, asini e muli.

Il testo prevede un impianto sanzionatorio severo: per chi viola il divieto si parla di reclusione da 3 mesi fino a 3 anni e di sanzioni amministrative che possono arrivare fino a 100.000 euro, con aggravanti nei casi di effettiva immissione sul mercato.

Le implicazioni economiche e culturali del divieto

Se approvata, la norma inciderebbe su una filiera già di nicchia ma radicata in alcune aree del Paese.

La carne equina oggi rappresenta una quota limitata dei consumi italiani, ma sopravvive in tradizioni locali ben definite, con macellerie specializzate e preparazioni storiche che fanno parte dell’identità gastronomica di alcune province del Nord e del Sud.

Il cambiamento sarebbe quindi più simbolico che quantitativo, ma non per questo privo di conseguenze.

Da un lato verrebbe meno un segmento produttivo, con ricadute su allevatori, macellatori e rivenditori; dall’altro si aprirebbe un precedente culturale importante: la ridefinizione per legge del confine tra animale d’affezione e animale destinato all’alimentazione.

Proprio su questo terreno il dibattito si fa più acceso, perché non riguarda soltanto un tipo di carne, ma il rapporto tra tradizione, sensibilità sociale e normativa.

Vietare la carne di cavallo è scelta etica o simbolica?

La proposta di legge di vietare la carne di cavallo viene presentata come una scelta di tutela animale, legata a una sensibilità crescente verso gli equidi considerati sempre più animali d’affezione.

Tuttavia il tema non è soltanto etico. Il cavallo, a differenza di cani e gatti, è storicamente rientrato anche nella filiera zootecnica e oggi la carne equina, pur rappresentando una nicchia, genera un mercato che vale milioni di euro tra allevamento, macellazione e distribuzione.

È proprio questo l’elemento che rende l’iter tutt’altro che scontato. Intervenire per legge su un comparto produttivo significa toccare interessi economici concreti, occupazione e attività radicate in alcuni territori.

Per questo la questione non può essere liquidata come un semplice adeguamento alla sensibilità collettiva.

Se il Parlamento vorrà andare fino in fondo, dovrà confrontarsi non solo con un dibattito morale, ma con un sistema economico reale che difficilmente accetterà una trasformazione senza resistenze.

I precedenti tentativi di vietare la carne di cavallo in Italia

Non è la prima volta che il Parlamento si confronta con l’idea di vietare la carne di cavallo.

Già in passato, soprattutto dopo lo scandalo europeo del 2013 sulla carne equina venduta come manzo, il tema era entrato nel dibattito pubblico. In quell’occasione però l’attenzione si concentrò più sulla tracciabilità e sulle frodi alimentari che su un vero divieto.

Negli anni successivi associazioni animaliste e singoli parlamentari hanno presentato interrogazioni e proposte per limitare o abolire la macellazione degli equidi, ma nessun testo è mai arrivato fino all’approvazione definitiva.

A pesare sono stati soprattutto due fattori: l’assenza di una maggioranza politica compatta e la presenza di una filiera economica, seppur di nicchia, radicata in alcune regioni italiane.

Anche questa volta, quindi, il confronto si gioca sul difficile equilibrio tra sensibilità etica e realtà produttiva.

Leggi anche: Carne di cavallo al barbecue ecco cosa sapere

Daniele Ferruccio Toscana
Daniele Ferruccio Toscana
Nato nel 1979, ho intrapreso studi in conservazione del patrimonio artistico, ma la mia vera vocazione si è rivelata altrove. Per oltre un decennio, ho gestito con passione un pub di mia proprietà a Roma, dove ho appreso che la qualità degli ingredienti è fondamentale per una cucina eccellente, soprattutto quando si tratta di carne e pesce. Da questa esperienza e dalla mia passione per la scrittura è nato Grigliamo.it, un progetto che unisce l'arte culinaria alla condivisione di ricette e consigli per gli amanti della griglia e del barbecue.

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