Scoprite un mondo di profumi e sapori che va ben oltre il classico pepe nero. I pepi selezionati in questa guida rappresentano eccellenze aromatiche provenienti da ogni angolo del pianeta, ognuno con caratteristiche uniche che possono trasformare un piatto semplice in un’esperienza indimenticabile.
Utilizzateli per esaltare carni alla griglia, dalle costate alle selvaggine, ma non abbiate timore di sperimentarli anche con pesce, verdure o formaggi affumicati. Dal carattere deciso del pepe di Penja alle note agrumate del Timut, ogni varietà racconta una storia di territorio, tradizione e gusto.
Macinateli al momento per valorizzarne l’intensità e scegliete la tipologia più adatta al vostro piatto.
Indice dei contenuti
Pepe del Madagascar
Potente e persistente, il pepe nero del Madagascar sprigiona un aroma complesso, con note di sottobosco, frutta matura e un tocco resinoso.

Coltivato nelle terre tropicali malgasche, è considerato uno dei più pregiati al mondo, amato dagli chef per la sua intensità e finezza.
La sua storia affonda le radici nel periodo coloniale francese, quando venne introdotto sull’isola e trovò nelle foreste umide del nord-est il suo habitat ideale.
In cucina è una vera arma segreta: al barbecue esalta carni rosse succulente, come una costata frollata, ma dà il meglio anche con melanzane grigliate o spiedini di tofu affumicato. Un pizzico alla fine della cottura ne preserva l’aroma elegante e profondo.
Pepe di Penja
Coltivato sulle fertili terre vulcaniche della regione di Penja, in Camerun, è un concentrato di forza e profondità aromatica.

Conosciuto anche come “pepe degli uccelli”, deve il suo nome al fatto che sono spesso proprio gli uccelli a spargere i suoi semi nella natura.
Il suo profumo è intenso, terroso, con accenti minerali che riflettono il suolo da cui proviene. In bocca è deciso, quasi ruvido, perfetto per accompagnare sapori robusti.
Si sposa magnificamente con il maiale, il manzo e la selvaggina, regalando una spinta aromatica che esalta la carne senza sovrastarla. Da provare con il carré di cervo al barbecue: un abbinamento che lascia il segno.
Pepe bianco in grani
Meno noto ma prezioso, il pepe bianco nasce dalla stessa pianta del pepe nero, il Piper nigrum, ma subisce una lavorazione diversa: le bacche mature vengono immerse in acqua per alcuni giorni, poi private del rivestimento esterno.

Questo processo dona a questo ingrediente un aroma più delicato, ma persistente, con sentori leggermente muschiati e una nota quasi floreale.
È ideale quando si cerca un tocco speziato senza alterare il colore delle preparazioni, per questo è molto usato nelle salse chiare e nelle carni bianche.
Perfetto con il pollame, ma sorprendente anche su filetti di pesce grigliati o crostacei. Da provare su un barbecue di spiedini di capesante e zucchine: finezza allo stato puro.
Tellicherry, il top per carni al barbecue
Considerato il re dei pepi neri, il Tellicherry prende il nome dalla costa di Thalassery, in Kerala, India, dove viene raccolto solo quando le bacche raggiungono la piena maturazione.

Questo lo rende più grande, più aromatico e con un profilo gustativo ricco e complesso. Al naso si percepiscono note agrumate, legnose e leggermente affumicate, mentre al palato risulta rotondo, deciso, mai aggressivo.
È la scelta d’elezione per chi cerca il massimo nelle carni alla griglia: la sua forza controllata valorizza il sapore senza coprirlo.
Da provare assolutamente sulla bistecca alla fiorentina, appena macinato al momento, per un’esplosione di gusto che esalta la carne e ne amplifica la succulenza.
I falsi pepi: spezie sorprendenti
Non tutti i “pepi” sono veri pepi. Alcune spezie, pur non derivando dal Piper nigrum, vengono chiamate così per il loro sapore pungente o l’aspetto simile.
Questi “falsi pepi” provengono da piante completamente diverse, spesso originarie di Asia, Africa o Sud America, e offrono aromi unici, agrumati, floreali o balsamici.
Usati con creatività, arricchiscono piatti dolci e salati con profili aromatici sorprendenti, tutti da scoprire in cucina e – perché no – anche al barbecue.
Pepe rosa
Ecco il primo non pepe, ma le sue bacche, provenienti dall’albero Schinus molle o Schinus terebinthifolius, ricordano nell’aspetto quelle del Piper nigrum.

Questo ingrediente conquista con il suo profumo delicato, quasi dolce, con note che ricordano la fragola, la resina e i petali di rosa.
Poco piccante, ma molto aromatico, è ideale per piatti raffinati: si sposa bene con pesce, crostacei, carni bianche e persino cioccolato fondente.
Al barbecue, prova a usarlo in una marinatura per petto d’anatra o su verdure grigliate con un filo di miele: sorprendentemente elegante.
Pepe di Sichuan
Spezia simbolo della cucina cinese, anche “lui” non è chi racconta di essere: si tratta infatti della scorza essiccata di una bacca della famiglia delle Rutacee.

Al primo assaggio sorprende con un aroma agrumato e leggermente legnoso, ma è la sensazione al palato a renderlo unico: un pizzicore elettrico e un effetto leggermente anestetizzante che esalta sapori intensi.
È perfetto per marinature, rub speziati e salse dal carattere deciso. Al barbecue dà il meglio con le costine di maiale glassate o con spiedini di tofu speziato. Da provare anche su melanzane alla brace per un tocco orientale inaspettato.
Pepe di Timut
Originario del Nepal, è anche detto “pepe di Timur” o “di pompelmo”: si tratta di una bacca rara e affascinante, parente stretto del pepe di Sichuan.

La sua peculiarità sta nelle intense note agrumate, che ricordano la scorza di pompelmo rosa, con accenti floreali e balsamici.
In bocca sprigiona una piccantezza calda e leggera, accompagnata da un effetto vibrante e quasi frizzante. Ideale per piatti creativi, si sposa bene con crostacei, pesce affumicato e verdure.
Al barbecue dà il meglio su gamberi alla griglia o ananas caramellato: un’esplosione esotica che conquista al primo morso.
Dove acquistare: le nostre scelte
Prodotto | Formato | ||
![]() | Pepe di Timut – Khla | 100 g | |
![]() | Minotaur Spices | Pepe rosa intero | 2 x 250 g | |
![]() | Pepe Tellicherry – Alpi Nature | 500 g | |
![]() | Pepe Bianco – Alpi Nature | 250 g | |
![]() | Pepe nero di Penja . Le Route des Epices | 60 g | |
![]() | Pepe nero del Madagascar – Spicy Deli | 200 g |
FAQ
Qual è la differenza tra pepe nero, bianco e verde?
Tutti e tre derivano dalla stessa pianta (Piper nigrum), ma vengono raccolti e lavorati in momenti diversi: il pepe nero è raccolto acerbo e fatto essiccare, il bianco è privato del rivestimento esterno, mentre il verde è raccolto acerbo e conservato fresco o liofilizzato.
I “falsi pepi” sono piccanti come il pepe nero?
Non sempre. Alcuni, come il pepe rosa, sono delicati e aromatici, mentre altri, come quello di Sichuan o di Timut, offrono sensazioni uniche come il pizzicore o l’effetto frizzante, ma con poca o nessuna vera piccantezza.
Qual è il pepe migliore per la carne alla griglia?
Il Tellicherry è tra i più apprezzati per la carne alla griglia, grazie alla sua intensità e complessità. Anche il pepe di Penja e quello del Madagascar sono ottime scelte per carni robuste e selvaggina.
Come conservare il pepe per mantenere il suo aroma?
Meglio conservarlo in grani interi, in un contenitore ermetico al riparo da luce e umidità. Macinarlo solo al momento dell’uso garantisce il massimo dell’aroma.