Per cuocere bene gli arrosticini abruzzesi sul barbecue servono una brace uniforme, senza fiamme vive, e una cottura diretta molto rapida.
Gli spiedini devono essere disposti vicini tra loro, con la carne sopra il calore e la parte di legno esterna alla griglia, quindi girati frequentemente fino a ottenere una superficie dorata e un interno ancora morbido.
Sulla tradizionale fornacella bastano generalmente pochi minuti; con un barbecue comune occorre invece creare una fascia stretta di brace oppure utilizzare due supporti laterali che riproducano la forma della canalina abruzzese.
Gli arrosticini non richiedono marinature elaborate: nella versione più semplice sono sufficienti carne ovina, brace e sale aggiunto durante gli ultimi istanti di cottura. Devono essere serviti immediatamente, preferibilmente accompagnati da pane abbrustolito condito con olio extravergine di oliva.
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Che cosa sono gli arrosticini abruzzesi
Gli arrosticini sono piccoli spiedini legati alla tradizione pastorale dell’Abruzzo. La versione più tradizionale viene preparata con carne di pecora o di castrato tagliata in cubetti molto piccoli e infilata su bastoncini di legno. La presenza di alcune parti grasse tra i pezzi più magri contribuisce a mantenere la carne morbida durante la cottura.

In Abruzzo gli arrosticini sono conosciuti anche con nomi dialettali come rustell’, rustelle o arrustelle. Sono inseriti tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali italiani e rappresentano una delle preparazioni gastronomiche più riconoscibili della regione. Le ricostruzioni sulla loro origine non sono del tutto concordi, ma il piatto viene generalmente collegato alle comunità pastorali dell’area del Gran Sasso.
Oggi si trovano anche varianti di pollo, tacchino, maiale e fegato, ma quando si parla propriamente di arrosticini abruzzesi il riferimento principale resta la carne ovina.
Ingredienti per 4 persone
Le quantità dipendono dalla presenza di antipasti e contorni. Se gli arrosticini costituiscono la portata principale, si possono calcolare circa 10-12 pezzi per persona.
- 40-48 arrosticini abruzzesi di carne ovina;
- sale fino o sale medio;
- olio extravergine di oliva, facoltativo;
- 8 fette di pane casereccio;
- rosmarino, facoltativo;
- poco aceto di vino, facoltativo.
La ricetta essenziale richiede soltanto arrosticini e sale. Una preparazione tradizionale alternativa prevede una leggera emulsione di olio, aceto e sale, applicata con un rametto di rosmarino, senza però coprire il sapore della carne.
Occorrente per la cottura degli arrosticini abruzzesi
- fornacella per arrosticini oppure barbecue;
- carbonella o legna adatta alla cottura;
- ciminiera di accensione, facoltativa;
- pinza lunga;
- guanti resistenti al calore;
- due supporti metallici o refrattari;
- vassoio per gli arrosticini crudi;
- vassoio pulito per quelli cotti;
- pennello alimentare, facoltativo.
È importante utilizzare recipienti e utensili distinti per la carne cruda e quella già cotta. Gli arrosticini pronti non devono essere rimessi nello stesso vassoio che conteneva gli spiedini crudi.
La fornacella tradizionale abruzzese
Lo strumento tradizionale per cuocere gli arrosticini è un braciere stretto e allungato, chiamato in base alla zona fornacella, furnacella, canala, canalina o rustillire. La sua forma permette di collocare sopra la brace soltanto la parte dello spiedino occupata dalla carne, lasciando fuori le estremità di legno.

In questo modo gli arrosticini possono essere girati velocemente senza che i bastoncini si brucino. La ridotta distanza dalla brace consente inoltre una rosolatura intensa e rapida, necessaria per dorare l’esterno senza asciugare i piccoli cubetti di carne.
La fornacella non è indispensabile, ma rende il lavoro più semplice, soprattutto quando si devono cuocere contemporaneamente trenta o quaranta arrosticini.
Come preparare la brace
La carbonella deve essere accesa con sufficiente anticipo. Gli arrosticini non vanno sistemati sopra fiamme ancora vive, perché il legno potrebbe annerirsi rapidamente e il grasso della carne potrebbe provocare fiammate.
La brace è pronta quando appare uniforme, molto calda e ricoperta in parte da una leggera patina chiara. Non serve riempire completamente il barbecue: è preferibile creare una fascia stretta e compatta, larga poco più della porzione di carne presente sugli spiedini.
La quantità di combustibile deve essere sufficiente a produrre un calore intenso, ma la superficie non deve essere tanto vicina da bruciare la carne prima che il calore raggiunga l’interno.
Come cuocere gli arrosticini sulla fornacella
Distribuire la brace lungo tutta la canalina e attendere che non siano più presenti fiamme. Sistemare gli arrosticini uno accanto all’altro, orientandoli tutti nella stessa direzione.
La carne deve trovarsi esattamente sopra le braci, mentre il manico di legno deve rimanere esterno. Gli spiedini possono essere leggermente appoggiati l’uno all’altro: in questo modo è più semplice girarne diversi contemporaneamente.
Lasciarli rosolare per circa un minuto, quindi ruotarli. Continuare a girarli ogni 30-60 secondi, controllando il colore della superficie. Gli arrosticini piccoli possono essere pronti in circa 4-6 minuti complessivi; quelli artigianali più grandi possono richiedere qualche minuto in più.
Il tempo non deve essere considerato una regola assoluta. Intensità della brace, quantità di grasso, dimensione dei pezzi e distanza dal calore possono modificare sensibilmente la durata della cottura.
Come cuocere gli arrosticini abruzzesi su un normale barbecue
Un barbecue tradizionale può essere adattato creando una piccola zona dedicata agli arrosticini. Il metodo più semplice consiste nel concentrare le braci in una striscia centrale e sistemare ai lati due supporti resistenti al calore.
Gli spiedini devono poggiare sui supporti, rimanendo sospesi sopra la brace. Si possono utilizzare accessori metallici specifici oppure due elementi refrattari stabili, purché non siano stati trattati con vernici o sostanze inadatte alle alte temperature.
La parte con la carne deve restare sopra il calore, mentre le estremità di legno devono sporgere all’esterno. Questa disposizione riproduce il funzionamento della fornacella e consente di girare gli arrosticini rapidamente.
Quando non è possibile creare questo sistema, gli spiedini possono essere appoggiati sulla normale griglia. Devono però essere disposti perpendicolarmente alle barre, verificando che i cubetti non possano cadere negli spazi. In questo caso è utile lasciare una parte del barbecue senza brace, dove spostare temporaneamente gli arrosticini in caso di fiammate.
Quando aggiungere il sale
Il sale può essere aggiunto durante gli ultimi minuti oppure subito dopo aver tolto gli arrosticini dal barbecue. Salare alla fine permette di regolare meglio il condimento e riduce il rischio di eccedere.
Non occorrono grandi quantità: la carne ovina ha un sapore caratteristico che non dovrebbe essere coperto. Anche pepe, spezie, salse dolci e marinature molto aromatiche sono poco adatti quando l’obiettivo è riprodurre la preparazione abruzzese più semplice.
Chi preferisce una superficie leggermente più aromatica può spennellare gli spiedini con pochissima emulsione di olio e aceto. Bisogna evitare di far gocciolare troppo liquido sulla carbonella, perché olio e grasso possono alimentare improvvise fiammate.
Come capire se sono cotti
Gli arrosticini pronti presentano una superficie ben rosolata, con piccoli bordi bruniti, mentre l’interno deve rimanere succoso. Una colorazione nera diffusa indica invece che la brace era troppo aggressiva oppure che gli spiedini non sono stati girati abbastanza spesso.
La verifica con una sonda è complessa a causa delle piccole dimensioni dei cubetti, ma può essere effettuata su uno degli arrosticini più grandi. Come riferimento di sicurezza, i tagli interi di carne ovina devono raggiungere almeno 63 °C al cuore e riposare per tre minuti; per prodotti preparati con carne macinata o ricomposta il riferimento prudenziale sale a 71 °C.
È inoltre preferibile seguire eventuali istruzioni riportate dal produttore, specialmente nel caso di arrosticini industriali, congelati o realizzati con carni diverse da quella ovina.
Gli errori che rendono gli arrosticini duri
Il primo errore è utilizzare una brace con fiamme vive. Il calore diretto della fiamma brucia il grasso e annerisce la carne prima che possa cuocersi uniformemente.
Un altro problema frequente è lasciare gli spiedini immobili troppo a lungo. A differenza di tagli più grandi, gli arrosticini richiedono rotazioni ravvicinate, perché ogni lato è esposto a un calore molto intenso.
Anche una cottura prolungata può renderli asciutti. I pezzi sono piccoli e perdono umidità rapidamente: una volta formata la doratura esterna, devono essere controllati continuamente.
Non bisogna infine eliminare tutte le parti grasse. Il grasso presente tra i cubetti non è un difetto, ma contribuisce alla succosità e al sapore caratteristico del prodotto.
Come servire gli arrosticini abruzzesi
Gli arrosticini devono arrivare in tavola appena cotti. In Abruzzo vengono spesso serviti in fasci, avvolti in carta alimentare o collocati all’interno di recipienti stretti che limitano la dispersione del calore.
Si mangiano tradizionalmente con le mani, sfilando la carne direttamente dallo spiedino. L’accompagnamento più semplice è il pane casereccio abbrustolito, condito con olio extravergine di oliva e un pizzico di sale. Il pane preparato in questo modo viene indicato anche come lu pane ’onde.
Gli arrosticini possono essere accompagnati da verdure grigliate, peperoni arrosto, patate, insalata di pomodori o formaggi abruzzesi. È meglio evitare contorni troppo elaborati e salse coprenti, lasciando che il sapore della carne e della brace rimanga il protagonista.
Quando si cucina per molte persone, conviene procedere con più turni e servire ogni porzione immediatamente. Accumulare gli arrosticini in un vassoio per venti minuti permette di portarli tutti insieme, ma compromette proprio le caratteristiche più importanti: calore, morbidezza e profumo della brace.
FAQ arrosticini abruzzesi
Domande frequenti sugli arrosticini abruzzesi al barbecue
Quanto tempo devono cuocere gli arrosticini?
Gli arrosticini tradizionali richiedono generalmente circa 4-6 minuti di cottura complessiva. Gli spiedini artigianali, più grandi e spessi, possono necessitare di qualche minuto in più. Devono essere girati frequentemente per ottenere una doratura uniforme senza asciugare la carne.
Come cuocere gli arrosticini senza fornacella?
Su un normale barbecue è possibile creare una striscia stretta di brace e appoggiare gli spiedini su due supporti laterali resistenti al calore. La carne deve trovarsi sopra le braci, mentre le estremità di legno devono rimanere all’esterno, lontane dal calore diretto.
Quanti arrosticini bisogna calcolare a persona?
Se costituiscono la portata principale, si possono prevedere circa 10-12 arrosticini a persona. La quantità può scendere a 7-8 pezzi in presenza di antipasti, formaggi, pane, verdure grigliate e altri contorni abbondanti.
Quando si mette il sale sugli arrosticini?
Il sale può essere aggiunto durante gli ultimi istanti di cottura oppure subito dopo aver tolto gli arrosticini dal barbecue. In questo modo è più semplice dosarlo e si evita di coprire il sapore caratteristico della carne ovina.
Gli arrosticini devono essere marinati?
La ricetta tradizionale non richiede una vera marinatura. Gli arrosticini possono essere cotti direttamente sulla brace e conditi soltanto con il sale. Facoltativamente si può applicare una piccola quantità di olio e aceto con un rametto di rosmarino.
Perché gli arrosticini diventano duri?
Gli arrosticini diventano duri soprattutto quando vengono cotti troppo a lungo o lasciati immobili sopra una brace molto intensa. Devono essere girati spesso e tolti dal calore non appena la superficie risulta ben dorata e l’interno ancora succoso.


