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Carbonella bagnata o legna umida nel barbecue: si possono usare e cosa fare

Carbonella bagnata o legna umida nel barbecue? Ecco quando si possono recuperare, come asciugarle e quali errori evitare in accensione e cottura.

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Carbonella bagnata e legna umida non dovrebbero essere utilizzate direttamente nel barbecue, perché l’acqua rende più difficile l’accensione, abbassa la temperatura della combustione e può aumentare la produzione di fumo.

La carbonella vegetale che ha preso accidentalmente acqua può spesso essere recuperata, purché venga lasciata asciugare completamente e mantenga la propria consistenza; le bricchette molto bagnate, invece, possono sfaldarsi e perdere parte delle loro caratteristiche.

Per la legna bisogna distinguere tra un ciocco stagionato bagnato superficialmente dalla pioggia e legna ancora umida al suo interno: nel secondo caso è preferibile non utilizzarla finché il contenuto di umidità non scende indicativamente sotto il 20%.

Tentare di compensare il problema aggiungendo grandi quantità di accendifuoco o altri liquidi infiammabili è inoltre una pratica da evitare, sia per la sicurezza sia per la qualità della cottura.

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Si può usare la carbonella bagnata nel barbecue?

Una confezione di carbonella lasciata sotto la pioggia non è necessariamente da buttare. La possibilità di recuperarla dipende soprattutto dalla quantità di acqua assorbita, dal tipo di combustibile e dalle condizioni in cui è rimasta dopo essersi bagnata.

La carbonella vegetale in pezzi, spesso indicata anche come lump charcoal, può trattenere umidità e diventare sensibilmente più difficile da accendere. Anche quando la superficie sembra asciutta, una parte dell’acqua può essere ancora presente all’interno dei pezzi, con il risultato di ottenere una partenza lenta e una temperatura più difficile da controllare.

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Se la carbonella è rimasta integra e si è bagnata esclusivamente con acqua pulita, è generalmente possibile provare a recuperarla lasciandola asciugare completamente prima dell’uso. Una carbonella ancora umida, invece, non offre particolari vantaggi: una parte dell’energia sviluppata nella fase iniziale viene utilizzata per eliminare l’acqua, mentre il barbecue fatica maggiormente a raggiungere la temperatura desiderata.

Una volta asciutta, può essere utile mescolarla con carbonella nuova e perfettamente secca, soprattutto se deve alimentare una cottura lunga o se è necessario raggiungere temperature elevate.

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Come asciugare la carbonella che si è bagnata

La soluzione più semplice consiste nel togliere la carbonella dalla confezione umida e distribuirla in uno strato non troppo spesso in un luogo asciutto, ventilato e protetto da nuova pioggia. Durante una giornata calda può essere lasciata anche al sole, girando occasionalmente i pezzi in modo da favorire un’asciugatura uniforme.

Non esiste però un tempo valido in ogni situazione. Una carbonella che ha assorbito soltanto un po’ di umidità ambientale si asciugherà molto più rapidamente rispetto a un sacco rimasto per ore sotto un temporale.

Prima di utilizzarla conviene controllare che i pezzi siano asciutti anche al tatto e che non vi siano zone della confezione ancora bagnate. Per una grigliata importante è comunque prudente avere a disposizione del combustibile nuovo: una carbonella recuperata può accendersi correttamente, ma non è detto che offra esattamente le stesse prestazioni che aveva prima di essere esposta all’acqua.

Particolare attenzione va posta anche alla conservazione successiva. Rimettere i pezzi apparentemente asciutti dentro un sacco ancora umido significa semplicemente ricreare il problema.

Bricchette bagnate: sono ancora utilizzabili?

Con le bricchette la situazione può essere differente. A differenza della carbonella vegetale ottenuta in pezzi, molte bricchette sono realizzate utilizzando materiale carbonioso macinato e successivamente compattato con leganti.

camino a temperatura carbonella umida
Foto Grigliamo.it

Quando assorbono molta acqua possono quindi perdere compattezza, sgretolarsi o trasformarsi parzialmente in polvere. In questo caso non vale la pena cercare di recuperarle, perché la forma regolare delle bricchette contribuisce proprio a ottenere una combustione prevedibile e uniforme.

Se sono soltanto leggermente umide e conservano perfettamente la propria consistenza, possono essere lasciate asciugare e successivamente provate insieme a bricchette nuove. Se, al contrario, risultano morbide, gonfie, friabili oppure si rompono facilmente tra le dita, è preferibile sostituirle.

Per questo motivo molte confezioni moderne di bricchette vengono realizzate con imballaggi richiudibili o resistenti all’umidità: mantenere il combustibile asciutto non serve soltanto a facilitarne l’accensione, ma anche a preservarne le caratteristiche fisiche.

Legna umida nel barbecue: perché è meglio non usarla

Il problema della legna umida è più importante rispetto a quello di una carbonella accidentalmente bagnata. Il legno contiene naturalmente acqua e, prima di essere utilizzato come combustibile, deve attraversare un adeguato periodo di essiccazione o stagionatura.

Come riferimento pratico, la legna destinata alla combustione dovrebbe avere un contenuto di umidità inferiore a circa il 20%. Valori più elevati rendono la combustione meno efficiente perché una parte del calore prodotto dal fuoco deve essere utilizzata per riscaldare ed evaporare l’acqua presente nel legno.

Il risultato è facilmente riconoscibile: la legna fatica ad accendersi, tende a bruciare male, la temperatura del barbecue è meno stabile e viene prodotto più fumo.

Nel barbecue questo aspetto è particolarmente importante perché il fumo non rappresenta soltanto un sottoprodotto della combustione, ma entra direttamente in contatto con gli alimenti. Un fuoco che brucia in maniera pulita produce un fumo molto meno denso rispetto a legna che rimane a lungo in una fase di combustione incompleta.

Legna bagnata dalla pioggia e legna verde non sono la stessa cosa

Vedere un ciocco bagnato non significa necessariamente avere davanti della legna non stagionata. È importante distinguere l’umidità superficiale dall’umidità presente all’interno del legno.

Un pezzo di legna correttamente stagionato che prende qualche ora di pioggia può bagnarsi soprattutto negli strati più esterni. Dopo essere stato trasferito in un luogo coperto e ventilato, può tornare utilizzabile una volta asciugato.

La legna verde o non sufficientemente stagionata presenta invece una quantità elevata di acqua all’interno delle fibre. Lasciarla alcune ore al sole non risolve il problema: è necessario attendere che avvenga un vero processo di stagionatura.

I tempi cambiano in funzione della specie legnosa, delle dimensioni dei pezzi, del clima e del sistema di stoccaggio. Come riferimento generale, l’EPA statunitense raccomanda almeno sei mesi di stagionatura per molti legni teneri e periodi che possono arrivare a un anno per quelli duri.

Anche per il barbecue, quindi, l’aspetto esterno del ciocco non è sufficiente per stabilire se la legna sia pronta per essere utilizzata.

Come capire se la legna è abbastanza asciutta

Il metodo più affidabile consiste nell’utilizzare un misuratore di umidità per legno, uno strumento relativamente semplice che permette di ottenere una stima molto più precisa rispetto alla sola osservazione.

Per effettuare una misurazione attendibile bisogna spaccare un ciocco e inserire le sonde sulla superficie interna appena esposta. Misurare esclusivamente la parte esterna può infatti restituire un valore poco rappresentativo, perché la superficie tende ad asciugarsi prima del centro.

Per il barbecue si può considerare il 20% di umidità come una soglia pratica di riferimento: al di sotto di questo valore il legno riesce normalmente a bruciare in maniera più efficiente e con una minore produzione di fumo rispetto alla legna ancora umida.

In assenza di un misuratore si possono osservare alcuni indizi, come la presenza di piccole fessurazioni alle estremità o il suono più netto prodotto battendo due pezzi tra loro, ma si tratta soltanto di indicazioni empiriche e non sostituiscono una vera misurazione.

Cosa succede alla cottura usando legna troppo umida

L’acqua contenuta nel legno deve essere portata alla temperatura di evaporazione prima che il combustibile riesca a contribuire efficacemente alla produzione di calore. Questo sottrae energia al fuoco proprio nel momento in cui servirebbe una combustione stabile.

cottura spiedini carbonella bagnata o umida
Foto Sora

Il primo effetto è quindi una temperatura più difficile da mantenere. Il problema si nota soprattutto negli smoker e nei barbecue utilizzati per cotture low and slow, nei quali anche piccole variazioni della combustione possono rendere più complicata la gestione della temperatura per diverse ore.

Il secondo effetto riguarda il fumo. La legna umida tende più facilmente a fumare e a bruciare in modo incompleto invece di sviluppare una combustione regolare. Un fumo molto denso e persistente non deve essere confuso con una maggiore capacità di aromatizzare il cibo.

Nell’affumicatura si ricerca generalmente un fumo leggero e pulito, spesso quasi trasparente, mentre un fumo bianco molto denso e continuo può lasciare sapori più aggressivi, amari o acri sulla superficie degli alimenti.

Mettere volontariamente a bagno pezzi di legno o chunks prima di inserirli nel barbecue, quindi, non è necessario per ottenere un migliore aroma affumicato. L’obiettivo dovrebbe essere controllare la combustione attraverso quantità di combustibile, ventilazione e temperatura, non attraverso l’acqua.

Cosa fare se bisogna accendere il barbecue ma la carbonella è umida

Se ci si accorge del problema poco prima della grigliata, la soluzione migliore è utilizzare una quantità sufficiente di carbonella o bricchette nuove e asciutte per creare un letto di brace stabile.

Una piccola quantità di carbonella precedentemente umida ma ormai quasi completamente asciutta può eventualmente essere aggiunta successivamente e in modo graduale. In questo modo il calore già presente faciliterà l’eliminazione dell’umidità residua senza compromettere eccessivamente l’accensione iniziale.

Con la legna ancora internamente umida, invece, questa strategia non risolve il problema alla radice. Aggiungere un grosso ciocco verde sopra una brace ben avviata significa comunque introdurre una grande quantità di acqua nella camera di cottura e favorire una combustione poco efficiente.

È preferibile utilizzare legna asciutta e lasciare quella umida ad asciugare o stagionare per una grigliata successiva.

Non usare più liquido infiammabile per compensare l’umidità

Quando la carbonella fatica ad accendersi può essere spontaneo aumentare la quantità di liquido accendifuoco, ma è una soluzione da evitare.

In particolare non bisogna mai utilizzare benzina, alcool, paraffina o altri liquidi altamente infiammabili non destinati specificamente all’accensione del barbecue. Non va inoltre aggiunto liquido accendifuoco su carboni già caldi o accesi, perché i vapori possono incendiarsi improvvisamente.

Per avviare il barbecue in sicurezza è preferibile utilizzare cubetti o accendifuoco specifici oppure, nel caso della carbonella, una ciminiera di accensione.

Se il combustibile è talmente umido da richiedere continui tentativi per rimanere acceso, la scelta corretta non è utilizzare più accelerante, ma sostituirlo con combustibile asciutto.

Come conservare carbonella, bricchette e legna

La carbonella va conservata in un ambiente asciutto e protetto dalle precipitazioni. Lasciare il sacco aperto sotto una tettoia può non essere sufficiente nelle zone molto umide o quando il barbecue viene utilizzato soltanto occasionalmente.

Una soluzione pratica consiste nel trasferire carbonella e bricchette in contenitori rigidi con coperchio, mantenendoli comunque lontani da fonti di calore e seguendo le eventuali indicazioni riportate dal produttore sulla confezione.

Per la legna il principio è leggermente differente. Deve essere protetta dalla pioggia, ma allo stesso tempo deve poter circolare aria tra i ciocchi. Una catasta completamente avvolta in un telo impermeabile può trattenere l’umidità e rallentare l’essiccazione.

Meglio quindi mantenere la legna sollevata dal terreno, coperta principalmente nella parte superiore e con i lati sufficientemente ventilati. Spaccare i ciocchi prima dello stoccaggio accelera inoltre il processo di stagionatura aumentando la superficie esposta all’aria.

Leggi anche: Il camino starter per l’accensione del barbecue.

Domande frequenti legna e carbonella umida

FAQ

La carbonella bagnata è da buttare?

Non necessariamente. Se si tratta di carbonella vegetale in pezzi che si è bagnata con acqua e ha mantenuto la propria struttura, può essere lasciata asciugare completamente e successivamente riutilizzata. Se continua però ad accendersi male o a sviluppare poco calore, conviene sostituirla.

Le bricchette bagnate possono essere asciugate?

Se sono soltanto leggermente umide e ancora perfettamente compatte si può provare a lasciarle asciugare. Bricchette diventate friabili o parzialmente disgregate sono invece da sostituire, perché potrebbero bruciare in maniera poco uniforme.

Quanta umidità deve avere la legna per il barbecue?

Un valore inferiore al 20% rappresenta un buon riferimento pratico per una combustione efficiente. Per controllarlo è possibile utilizzare un misuratore di umidità effettuando la lettura sulla superficie interna di un ciocco appena spaccato.

Si può usare legna appena tagliata nel barbecue?

È preferibile evitare. La legna appena tagliata può contenere una quantità molto elevata di acqua e deve essere stagionata prima dell’utilizzo. I tempi dipendono dal tipo di legno e dalle condizioni di conservazione e possono richiedere diversi mesi.

La legna bagnata produce più fumo?

Sì. Una quantità elevata di acqua riduce la temperatura della combustione e favorisce una maggiore produzione di fumo rispetto a legna asciutta e ben stagionata. Più fumo, però, non significa necessariamente un’affumicatura migliore.

Conviene bagnare i pezzi di legno prima dell’affumicatura?

In genere no. Bagnare chunks o pezzi di legno rallenta inizialmente la combustione perché il calore deve prima eliminare l’acqua presente sulla superficie. Per ottenere un’affumicatura pulita è preferibile utilizzare legno asciutto e regolare quantità di combustibile, temperatura e flusso d’aria.

Daniele Ferruccio Toscana
Daniele Ferruccio Toscana
Nato nel 1979, ho intrapreso studi in conservazione del patrimonio artistico, ma la mia vera vocazione si è rivelata altrove. Per oltre un decennio, ho gestito con passione un pub di mia proprietà a Roma, dove ho appreso che la qualità degli ingredienti è fondamentale per una cucina eccellente, soprattutto quando si tratta di carne e pesce. Da questa esperienza e dalla mia passione per la scrittura è nato Grigliamo.it, un progetto che unisce l'arte culinaria alla condivisione di ricette e consigli per gli amanti della griglia e del barbecue.

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