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Qual è il taglio migliore per la tagliata di manzo al barbecue? Guida alla carne da cuocere alla griglia

Qual è il taglio migliore per la tagliata di manzo al barbecue? Differenze tra controfiletto, scamone, entrecôte e filetto da cuocere alla griglia.

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Il controfiletto è il taglio più equilibrato per la tagliata

Il taglio migliore per la tagliata di manzo al barbecue è il controfiletto, perché riunisce tre caratteristiche importanti: fibre abbastanza tenere, forma regolare e una moderata presenza di grasso capace di proteggere la carne durante la cottura alla griglia.

Un pezzo spesso circa 3-4 centimetri può essere rosolato sul calore diretto, controllato con un termometro e successivamente affettato controfibra. Anche scamone, entrecôte e filetto possono essere utilizzati, ma producono risultati differenti: lo scamone è più magro, l’entrecôte più marezzata e saporita, mentre il filetto è molto tenero ma meno intenso.

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La scelta non deve dipendere soltanto dal nome del taglio. Occorre valutare spessore uniforme, marezzatura, disposizione delle fibre e presenza di una sottile copertura di grasso. Per una classica tagliata di manzo alla griglia, il controfiletto resta quindi la soluzione più versatile e semplice da gestire.

Leggi anche: Tagliata di manzo al barbecue, come farla perfetta.

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Quali caratteristiche deve avere la carne per la tagliata

La tagliata non identifica una parte anatomica precisa dell’animale, ma un modo di preparare e servire la carne. Il pezzo viene cotto intero o in una bistecca molto spessa, lasciato riposare e infine diviso in fette trasversali rispetto alle fibre. Per questo motivo non tutti i tagli di manzo si comportano allo stesso modo sulla griglia.

taglio migliore per la tagliata di manzo

La carne ideale deve avere una forma abbastanza regolare, così il calore raggiunge il centro senza lasciare zone crude e parti eccessivamente cotte. Le fibre non devono essere troppo grossolane e il pezzo deve contenere una quantità di grasso sufficiente a mantenerlo succoso, senza però produrre continue fiammate.

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Sono meno indicati i tagli ricchi di tessuto connettivo, normalmente destinati a brasati, bolliti e lunghe cotture. Sul barbecue rimarrebbero tenaci, perché pochi minuti sulla griglia non sarebbero sufficienti a trasformare il collagene.

Perché il controfiletto è perfetto per la tagliata al barbecue

Il controfiletto proviene dalla parte dorsale del bovino e presenta generalmente fibre regolari, una buona tenerezza e una marezzatura variabile in base alla razza, all’alimentazione e alla qualità del pezzo. La sua struttura permette di ottenere una crosta esterna marcata conservando un cuore rosato.

Un altro vantaggio è la forma. Il controfiletto può essere acquistato in un pezzo uniforme oppure tagliato in bistecche spesse, più semplici da gestire rispetto a porzioni irregolari. La fascia di grasso esterna non deve necessariamente essere eliminata: può proteggere il bordo dal calore e contribuire al sapore.

Le denominazioni commerciali possono cambiare tra regioni, macellerie e sistemi di sezionamento. Per evitare equivoci conviene chiedere al macellaio un pezzo disossato del dorso, tenero, ben rifilato e spesso almeno 3 centimetri, specificando che verrà cotto intero per ottenere una tagliata alla griglia.

Controfiletto o sottofiletto: sono lo stesso taglio?

I termini controfiletto e sottofiletto vengono spesso utilizzati come sinonimi, ma il significato può cambiare in base alla zona geografica e alle consuetudini della macelleria. Questa variabilità spiega perché due pezzi venduti con lo stesso nome possano avere forma, marezzatura e disposizione delle fibre leggermente differenti.

Per la tagliata di manzo al barbecue è più utile osservare il prodotto che affidarsi esclusivamente alla denominazione. Il pezzo dovrebbe presentare uno spessore uniforme, fibre visibili ma non grossolane, una superficie asciutta e una distribuzione regolare del grasso.

Quando si acquista la carne, è opportuno spiegare al macellaio il tipo di preparazione prevista: cottura rapida ad alta temperatura, riposo e successivo taglio in fette. In questo modo il professionista può individuare la porzione più adatta anche quando la nomenclatura locale non coincide perfettamente con quella utilizzata nelle ricette online.

Scamone alla griglia per una tagliata più magra

Lo scamone rappresenta una valida alternativa al controfiletto e consente di ottenere una tagliata di manzo alla griglia più magra. È un taglio saporito, generalmente meno marezzato e spesso più conveniente. Richiede però maggiore attenzione durante la cottura, perché una temperatura interna troppo elevata può renderlo asciutto e leggermente tenace.

Bisogna scegliere una porzione spessa e uniforme, evitando fettine sottili già predisposte per una cottura veloce in padella. Prima di affettare lo scamone è particolarmente importante individuare la direzione delle fibre. Le fette devono essere ricavate in senso opposto, accorciando le fibre muscolari e rendendo più agevole la masticazione.

Lo scamone è indicato per chi preferisce una carne meno grassa e un sapore netto. Può essere condito dopo la cottura con sale in fiocchi, olio extravergine ed erbe aromatiche, senza coprirne il gusto con marinature eccessivamente intense.

Entrecôte per una tagliata più marezzata e saporita

L’entrecôte, ricavata dalla zona della costata e normalmente venduta senza osso, contiene una quantità di grasso intramuscolare spesso superiore a quella dello scamone. Sulla griglia il grasso si scioglie parzialmente, contribuendo alla succosità e producendo un sapore più marcato.

È una buona scelta per una tagliata ricca e morbida, ma richiede attenzione alle fiammate. Il grasso che cade sulle braci può incendiarsi e annerire rapidamente la superficie. Conviene quindi organizzare il barbecue con due zone: una molto calda per la rosolatura e una priva di calore diretto nella quale spostare la carne quando le fiamme diventano troppo aggressive.

Rispetto al controfiletto, l’entrecôte può presentare una forma meno regolare e diverse fasce muscolari separate dal grasso. Il risultato è molto saporito, ma le fette potrebbero essere meno uniformi rispetto a quelle ottenute da un controfiletto ben rifilato.

Il filetto è adatto alla tagliata di manzo?

Il filetto può essere utilizzato per preparare una tagliata estremamente tenera, ma non è necessariamente la scelta migliore. Questo taglio contiene poco tessuto connettivo e presenta fibre fini, tuttavia è anche piuttosto magro e ha un sapore meno pronunciato rispetto a controfiletto ed entrecôte.

come fare la carne secca in casa
Filetto di scottona – Foto Pixabay

Il costo elevato non sempre produce un vantaggio proporzionato quando la carne viene affettata e condita dopo la cottura. Il filetto è inoltre delicato: pochi minuti in più sulla griglia possono ridurne la succosità, soprattutto nelle porzioni meno spesse.

È indicato per chi considera la morbidezza la caratteristica principale e preferisce una tagliata dal gusto delicato. Per valorizzarlo è meglio utilizzare condimenti semplici, evitando marinature molto acide o salse capaci di coprirne il sapore. La temperatura interna deve essere misurata nel punto più spesso con una sonda sottile.

Tabella dei migliori tagli per la tagliata alla griglia

Taglio di manzoCaratteristicheRisultato sulla grigliaDifficoltà
ControfilettoTenero, regolare, moderatamente marezzatoTagliata equilibrata e succosaBassa
ScamonePiù magro, saporito, fibre evidentiTagliata leggera ma da non stracuocereMedia
EntrecôteRicca di grasso intramuscolareTagliata morbida e molto saporitaMedia
FilettoMolto tenero e poco grassoGusto delicato e consistenza morbidaMedia
PicanhaCopertura di grasso evidenteSapore intenso e fette succoseMedia
DiaframmaFibre lunghe e gusto marcatoOttimo controfibra, meno classicoAlta

La tabella non stabilisce una gerarchia assoluta, perché il risultato dipende anche dalla qualità della carne, dalla frollatura e dalla corretta gestione del calore. Per chi prepara la tagliata al barbecue per la prima volta, il controfiletto rimane comunque il taglio più prevedibile.

Quanto deve essere spessa la carne per la tagliata

Per ottenere una crosta ben formata senza cuocere eccessivamente il centro, la carne dovrebbe avere uno spessore di circa 3-4 centimetri. Un pezzo più sottile raggiunge rapidamente la temperatura interna desiderata e lascia poco tempo per sviluppare una superficie dorata.

Con spessori superiori a 4-5 centimetri può essere utile combinare cottura diretta e indiretta. La carne viene inizialmente rosolata sopra la parte più calda della griglia e poi spostata in una zona meno intensa per completare gradualmente la cottura.

Lo spessore deve essere il più possibile uniforme. Un’estremità sottile e una molto alta raggiungerebbero temperature differenti, rendendo difficile ottenere lo stesso grado di cottura in tutte le fette. In macelleria è quindi preferibile chiedere una bistecca spessa tagliata appositamente, anziché sovrapporre più fettine o utilizzare un pezzo dalla forma irregolare.

Come riconoscere un buon controfiletto in macelleria

Un buon controfiletto per la tagliata alla griglia deve apparire compatto, con una superficie non eccessivamente bagnata e un colore compatibile con il tipo di confezionamento e il tempo trascorso dal taglio. Il solo colore, tuttavia, non permette di giudicare freschezza e qualità.

macelleria-carne-esposizione
Foto di lessaek1 da Pixabay

È utile osservare soprattutto la marezzatura, cioè le sottili infiltrazioni di grasso presenti tra le fibre. Una marezzatura moderata contribuisce alla succosità senza rendere il pezzo eccessivamente grasso. Anche la copertura esterna può essere lasciata parzialmente sul bordo e rifilata dopo la cottura.

La frollatura influenza tenerezza e intensità aromatica. Non è necessario acquistare carni sottoposte a periodi estremamente lunghi, ma è opportuno chiedere al macellaio se il pezzo è pronto per una cottura rapida. Bisogna inoltre specificare il numero di persone e il tipo di barbecue, in modo da ricevere una porzione adatta alla griglia disponibile.

A quale temperatura deve essere la griglia

Per rosolare correttamente il controfiletto serve una griglia molto calda e pulita. Non esiste però un unico valore valido per tutti i barbecue, perché la temperatura rilevata sul coperchio non coincide necessariamente con quella presente all’altezza della carne.

L’obiettivo è ottenere una reazione superficiale rapida senza esporre il pezzo a fiamme continue. Con il barbecue a carbone bisogna attendere che le braci siano ben accese e ricoperte da un leggero strato di cenere. Con un modello a gas si preriscalda la griglia e si predispone almeno un bruciatore meno intenso per eventuali spostamenti.

La carne va asciugata in superficie prima della cottura. Un eccesso di marinatura acquosa rallenta la rosolatura, mentre troppo olio può colare e alimentare le fiamme. La griglia può essere leggermente unta, ma non deve essere ricoperta da uno strato abbondante di grasso.

Temperature interne della tagliata di manzo

I tempi sulla griglia forniscono soltanto un’indicazione orientativa. Spessore, temperatura iniziale della carne, potenza del barbecue e quantità di grasso possono modificare sensibilmente la durata della cottura. Il sistema più affidabile consiste nell’utilizzare un termometro a sonda.

Grado di cottura gastronomicoTemperatura indicativa al cuore
Molto al sangue48-50 °C
Al sangue50-52 °C
Media al sangue54-57 °C
Media58-63 °C
Ben cottaoltre 68 °C

Questi valori descrivono il risultato gastronomico, ma non devono essere confusi con una garanzia assoluta di sicurezza alimentare. Per bistecche e arrosti bovini interi, l’USDA indica una temperatura minima prudenziale di 62,8 °C seguita da almeno tre minuti di riposo. Persone anziane, donne in gravidanza, bambini piccoli e soggetti immunodepressi dovrebbero evitare carne cruda o poco cotta.

Dove inserire la sonda nella carne

La punta del termometro deve raggiungere il cuore della parte più spessa senza fermarsi vicino alla superficie, attraversare una grossa fascia di grasso o toccare l’eventuale osso. Nei pezzi bassi e larghi è spesso più semplice inserire la sonda lateralmente, seguendo un percorso parallelo alla griglia.

livelli di cottura della carne
Un termometro è utile per capire il livello di cottura della carne – Foto Pixabay

La lettura deve essere effettuata quando il valore si stabilizza. Misurare soltanto un punto può essere insufficiente se la carne presenta uno spessore irregolare, quindi è utile controllare due zone senza praticare un numero eccessivo di fori.

Il Ministero della Salute, nelle istruzioni dedicate al rilievo delle temperature alimentari, indica che la sonda deve essere inserita preferibilmente al centro del prodotto e abbastanza in profondità da rappresentarne realmente la temperatura interna. Lo strumento deve inoltre essere pulito e sanificato prima e dopo l’utilizzo.

Perché la tagliata deve riposare prima di essere affettata

Dopo essere stata rimossa dalla griglia, la carne continua a ricevere calore dagli strati esterni più caldi. La temperatura centrale può quindi aumentare ancora di alcuni gradi. Per questo motivo è opportuno interrompere la cottura poco prima del valore finale desiderato.

Il riposo consente inoltre di stabilizzare la temperatura e riduce la perdita immediata di liquidi quando il pezzo viene affettato. Per una bistecca spessa 3-4 centimetri sono generalmente sufficienti 5-8 minuti. Pezzi più grandi possono richiedere un intervallo leggermente superiore.

La carne non deve essere avvolta ermeticamente, perché il vapore ammorbidirebbe la crosta appena formata. È preferibile appoggiarla su un tagliere e proteggerla in modo leggero. L’intervallo di riposo va considerato parte della cottura e non un’attesa facoltativa.

Come affettare la tagliata controfibra

Il controfiletto deve essere affettato controfibra, cioè perpendicolarmente alla direzione delle fibre muscolari. Questo accorgimento le accorcia e rende ogni fetta più facile da masticare. Tagliare nello stesso senso delle fibre produrrebbe invece strisce lunghe e una consistenza apparentemente più tenace.

La direzione può essere individuata osservando la superficie della carne prima di metterla sulla griglia. Se necessario, conviene ricordarla o praticare un piccolo taglio di riferimento su un’estremità, perché dopo la rosolatura può diventare meno evidente.

Le fette possono avere uno spessore compreso tra circa 5 millimetri e 1 centimetro. Una tagliata troppo sottile si raffredda rapidamente e perde più facilmente i propri liquidi. Il sale in fiocchi, l’olio e gli eventuali aromi finali devono essere aggiunti soltanto dopo aver disposto le fette sul piatto.

Quali errori rendono dura la tagliata alla griglia

L’errore peggiore consiste nello scegliere un taglio non adatto alla cottura rapida. Muscoli molto ricchi di tessuto connettivo non diventano teneri semplicemente aumentando il tempo sulla griglia: tendono invece ad asciugarsi prima che il collagene possa trasformarsi.

Anche uno spessore insufficiente rende difficile ottenere una superficie ben rosolata e un centro rosato. Altri problemi frequenti sono una griglia non preriscaldata, una carne molto bagnata, le fiammate incontrollate e l’uso della forchetta per girare il pezzo.

La cottura non dovrebbe essere valutata soltanto premendo la carne con un dito. Questo metodo richiede esperienza ed è influenzato dal taglio, dalla frollatura e dallo spessore. Una sonda offre un dato più preciso e ripetibile. Infine, affettare immediatamente o seguire la direzione delle fibre può compromettere anche un controfiletto cotto correttamente.

Meglio barbecue a carbone, a gas o griglia elettrica?

La tagliata di manzo può essere preparata con tutti e tre i sistemi, purché la superficie raggiunga una temperatura sufficiente e sia possibile controllare l’intensità del calore. Il barbecue a carbone conferisce aromi più marcati e permette una rosolatura intensa, ma richiede maggiore esperienza nella gestione delle braci.

Il barbecue a gas consente regolazioni più immediate e facilita la creazione di una zona diretta e una indiretta. È quindi particolarmente pratico quando il controfiletto è molto spesso e deve essere spostato per completare la cottura.

Una griglia elettrica può produrre una buona tagliata, soprattutto quando ha una piastra pesante e una potenza adeguata. Il risultato avrà un aroma meno affumicato, ma temperatura interna, riposo e taglio controfibra rimangono gli stessi. La qualità finale dipende più dalla gestione della carne che dal combustibile utilizzato.

Qual è quindi il taglio migliore per la tagliata di manzo

Per una risposta unica e immediata, il controfiletto spesso 3-4 centimetri è il taglio perfetto per la tagliata di manzo al barbecue. È sufficientemente tenero, mantiene bene la forma, presenta una buona intensità di sapore e tollera meglio dei tagli molto magri le alte temperature della griglia.

Lo scamone è la principale alternativa per chi cerca una carne più magra ed economica. L’entrecôte è preferibile per una tagliata più marezzata e ricca, mentre il filetto punta soprattutto sulla morbidezza.

Indipendentemente dal nome commerciale, bisogna scegliere una porzione uniforme, adatta alla cottura rapida e affettarla controfibra soltanto dopo il riposo. La temperatura deve essere verificata al cuore, perché i minuti di cottura cambiano in base allo spessore, alla temperatura iniziale e al tipo di barbecue.

Domande frequenti sulla tagliata di manzo alla griglia

Dal taglio di carne al coltello più adatto, ecco le risposte rapide ai dubbi più comuni sulla preparazione della tagliata di manzo al barbecue.

Qual è il miglior coltello per tagliare la tagliata?

Il miglior coltello per tagliare la tagliata è un coltello da carne lungo, affilato e con lama liscia. Una lama di circa 20-25 centimetri permette di ottenere fette regolari con pochi movimenti, senza schiacciare la carne e farle perdere inutilmente i succhi. Sono adatti anche un coltello trinciante o un coltello da chef ben affilato. È invece preferibile evitare le lame seghettate, che strappano le fibre e producono un taglio meno pulito.

Qual è il taglio migliore per la tagliata di manzo al barbecue?

Il controfiletto è generalmente il taglio migliore per la tagliata al barbecue, perché presenta una forma regolare, una buona tenerezza e una quantità di grasso sufficiente a mantenere succosa la carne. Anche scamone, entrecôte e filetto possono essere utilizzati: lo scamone è più magro, l’entrecôte più marezzata e il filetto particolarmente tenero ma meno intenso nel sapore.

In quale direzione bisogna affettare la tagliata?

La tagliata deve essere sempre affettata controfibra, cioè in direzione perpendicolare rispetto alle fibre muscolari. In questo modo le fibre vengono accorciate e ogni fetta risulta più tenera e semplice da masticare. La loro direzione dovrebbe essere osservata prima della cottura, perché dopo la formazione della crosta può diventare meno evidente.

Quanto deve essere spessa la carne per la tagliata alla griglia?

Lo spessore consigliato è di circa 3-4 centimetri. Una bistecca troppo sottile cuoce rapidamente anche al centro e difficilmente permette di ottenere contemporaneamente una crosta esterna marcata e un cuore rosato. Il pezzo deve inoltre avere uno spessore uniforme, così tutte le fette raggiungono un grado di cottura simile.

Quanto deve riposare la tagliata prima di affettarla?

Una tagliata spessa 3-4 centimetri dovrebbe riposare per circa 5-8 minuti. Durante questo intervallo la temperatura interna continua a salire leggermente e i liquidi si distribuiscono meglio nella carne. Il pezzo può essere protetto in modo leggero, ma non deve essere chiuso ermeticamente nella carta stagnola, perché il vapore renderebbe meno croccante la superficie.

Quale temperatura interna deve raggiungere la tagliata?

Per una tagliata al sangue si considera generalmente una temperatura interna di circa 50-52 °C, mentre per una cottura media si può arrivare a circa 58-63 °C. La carne va tolta dalla griglia qualche grado prima del risultato desiderato, perché continuerà a scaldarsi durante il riposo. Il metodo più preciso consiste nel misurare il centro del pezzo con un termometro a sonda.

Quando bisogna aggiungere il sale sulla tagliata?

Il sale può essere distribuito poco prima della cottura oppure aggiunto alla fine, direttamente sulle fette. Per una finitura più evidente si possono utilizzare sale in fiocchi o sale grosso pestato. È meglio non eccedere con il condimento, soprattutto quando la carne viene servita con salse, formaggi o altri ingredienti sapidi.

Daniele Ferruccio Toscana
Daniele Ferruccio Toscana
Nato nel 1979, ho intrapreso studi in conservazione del patrimonio artistico, ma la mia vera vocazione si è rivelata altrove. Per oltre un decennio, ho gestito con passione un pub di mia proprietà a Roma, dove ho appreso che la qualità degli ingredienti è fondamentale per una cucina eccellente, soprattutto quando si tratta di carne e pesce. Da questa esperienza e dalla mia passione per la scrittura è nato Grigliamo.it, un progetto che unisce l'arte culinaria alla condivisione di ricette e consigli per gli amanti della griglia e del barbecue.

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